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Vetta del Monte Triona

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🎧 TAPPA 10 – LA VETTA DEL MONTE TRIONA: TRA ACQUE, ORO E MEMORIA ANTICA

Siamo giunti al culmine del nostro viaggio: la vetta del Monte Triona. Oltre a dominare dall’alto il paesaggio circostante, questa cima è carica di suggestioni e misteri. Un’antica credenza popolare narra che il Monte Triona sia per metà pieno d’acqua e per l’altra metà d’oro. Una leggenda che riflette, in chiave simbolica, la dualità tra ricchezza naturale e spirituale, tra la linfa della vita e il tesoro nascosto del sapere antico.

Dal punto di vista naturalistico, il monte è un ecosistema ricco di biodiversità. Qui crescono ancora spontanee numerose erbe officinali impiegate nei secoli nella medicina popolare, come la salvia, il rosmarino, il finocchio selvatico e l’iperico, raccolte all’alba da guaritori locali e trasformate in decotti, infusi e unguenti accompagnati da formule rituali, tramandate oralmente di generazione in generazione.

Un altro elemento di grande interesse è la presenza di antiche neviere: grandi fosse scavate nella roccia o costruite in muratura, utilizzate per conservare la neve durante l’inverno e trasportarla poi in pianura nei mesi estivi. Queste strutture testimoniano un’economia montana attenta alla valorizzazione delle risorse naturali.

Ma il Monte Triona non è solo natura e leggenda. Scavi archeologici condotti nella parte sommitale del rilievo hanno portato alla luce i resti di un antico insediamento: muretti a secco, tracciati di capanne e strutture abitative, che fanno ipotizzare la presenza di un abitato stabile o stagionale. I rinvenimenti più significativi includono ceramiche a impasto di epoca protostorica e ceramiche a vernice nera di epoca ellenistica. Alcuni frammenti decorati testimoniano contatti commerciali e culturali con altri centri siciliani e del Mediterraneo.

Le campagne archeologiche più recenti hanno inoltre rivelato frammenti di anfore, resti di focolari e utensili domestici, elementi che indicano l’utilizzo del sito anche in età romana e tardoantica. La posizione strategica del monte, con ampie vedute su tutto il territorio dei Sicani, lo rendeva un punto di controllo naturale e probabilmente anche un luogo rituale. Probabilmente sul monte Triona vi era una comunità indigena antecedente a tutti gli insediamente rinvenuti nei monti Sicani.

La vetta, dunque, si rivela un luogo denso di significati: custode della memoria collettiva, testimone di saperi antichi e ponte tra l’uomo e la natura. Salire quassù non è soltanto un atto fisico: è un’immersione nella profondità del tempo, dove il respiro del vento porta ancora con sé le voci delle generazioni passate.