Chiesa di Maria SS. del Carmine
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La Chiesa del Carmine, annessa all’ex convento dei Frati Carmelitani, è una ricostruzione settecentesca di un edificio originario del 1530, della cui struttura resta visibile la volta affrescata. Il rifacimento fu sostenuto dal padre Modesto Giarratana. Nel 1732 i frati chiesero al consiglio civico l’ampliamento del convento e degli spazi liturgici.
L’edificio, a navata unica con volta a botte lunettata, presenta un’abside semicircolare, cantoria e otto altari laterali incorniciati da eleganti elementi barocchi. Un’iscrizione del 1760 sulla balaustra della cantoria ne indica la data di completamento.
L’altare maggiore è dedicato all’Annunciazione, con un dipinto neoclassico di Giuseppe Carta (1851) e un altare marmoreo realizzato nel 1858, ornato da rilievi dorati ispirati a episodi biblici. La chiesa conserva anche preziose statue lignee, tra cui quelle di Sant’Elia e Sant’Eliseo, quest’ultima probabilmente dello stesso autore, Francesco Sciambra, attivo nella seconda metà del Seicento.
Tra le altre opere spiccano un gruppo ligneo di San Giuseppe e Gesù Bambino (1719, Antonio Campisi), una Madonna del Carmelo con San Simone Stock, riconducibile alla scuola dei Bagnasco, e la cosiddetta Madonna della Purità dell’Ottocento. Presenti anche statue di Sant’Eligio e San Sebastiano, quest’ultimo accostato a un raffinato tabernacolo a forma di tempietto.
Negli anni Sessanta del Novecento andarono perdute la storica cancellata in ferro battuto e l’antica porta lignea del 1746, opera del maestro Pietro Guarino da Palermo.