Bisacquino Ebraica
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🎧 TAPPA 3 – BISACQUINO EBRAICA: TRACCE, STORIA E MEMORIA
La terza tappa del nostro itinerario ci porta alla scoperta della presenza ebraica a Bisacquino, una realtà poco nota ma affascinante, che affonda le radici nel Medioevo. Come in molte altre località della Sicilia, anche a Bisacquino è documentata la presenza di una comunità ebraica, integrata nel tessuto sociale ed economico del paese fino alla cacciata del 1492, imposta dal decreto dell’Alhambra sotto i regni cattolici di Spagna.
In tale anno gli ebrei di Bisacquino e dei paesi limitrofi si riunirono a Sciacca dove si imbarcarono su tre grosse navi a vela diretti a Napoli. Secondo varie testimonianze si contarono a Bisacquino, nel periodo di massima presenza, 200 ebrei che abitavano nel quartiere chiamato “Ghetto”, oggi via XXIV maggio.
La tradizione locale conserva ancora toponimi, elementi architettonici e riferimenti orali che riconducono alla cosiddetta “Giudecca“, il quartiere dove si concentravano le abitazioni e le attività degli ebrei. La zona è costituita da diversi cortili con i relativi pozzi d’acqua, come era uso degli Ebrei.
Alcuni edifici del centro storico – per esempio case con architravi a sesto ribassato o finestrelle a feritoia – mostrano caratteristiche architettoniche tipiche delle abitazioni ebraiche del tempo. Si racconta inoltre di antiche cisterne per il bagno rituale (mikveh) e della lavorazione delle stoffe, attività tipiche della comunità ebraica. Molti ebrei “camuffavano” la loro identità adottando come cognome nomi di città.
La “cipolla gigante di Bisacquino” divenne un simbolo del paese grazie soprattutto alla comunità ebraica. Sebbene l’origine del bulbo risalga ai Fenici, “la sua massima utilizzazione si affermò con gli ebrei, tanto da rimanere proverbiale il suo odore insieme all’aglio, che espandeva dalle giudecche” locali.
Non è azzardato ipotizzare che furono proprio gli orti familiari ebraici – concentrati dove ora sorge il quartiere del Rosario – a consolidarne la diffusione, tanto che dopo l’espulsione (1492) il quartiere fu raso al suolo e sull’area fu eretta la Chiesa della Madonna del Rosario per “purificare” il sito.
Studi condotti in ambito regionale e locale segnalano Bisacquino come uno dei centri minori in cui la presenza ebraica, pur non numerosa, era significativa per le attività mercantili, artigianali e per la trasmissione di conoscenze agricole e mediche.
Questa eredità, anche se in parte sommersa, vive ancora oggi nei racconti e nei nomi di alcune vie, nei simboli scolpiti sulle pietre e nelle tradizioni tramandate oralmente.
La memoria della Bisacquino ebraica è quindi parte integrante della storia del paese, e valorizzarla significa restituire voce a una cultura che ha contribuito alla formazione della nostra identità collettiva.