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Monte Triona e le Erbe della Salute

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🎧 TAPPA 8 – IL CAMMINO DELLA NATURA: VERSO MONTE TRIONA E LE ERBE DELLA SALUTE

Inizia da qui, ai margini dell’abitato, il cammino verso il Monte Triona, un luogo emblematico per i bisacquinesi e per tutto il territorio dei Monti Sicani. Questa vetta, che si eleva fino a sfiorare i 1.000 metri, domina il paesaggio circostante e offre uno dei panorami più suggestivi della Sicilia occidentale. Ma il Monte Triona non è solo un belvedere naturale: è uno scrigno geologico e botanico, un antico altare dove la natura e la spiritualità si sono incontrate per secoli.

Dal punto di vista geologico, il Monte Triona è costituito da calcari e marne, con formazioni che testimoniano la complessa storia geodinamica dell’Appennino siculo. Questa struttura montuosa è anche ricca di sorgenti e microhabitat che favoriscono una biodiversità sorprendente. Qui crescono spontaneamente erbe officinali come rosmarino, salvia, finocchietto selvatico e menta, protagoniste da secoli della medicina popolare.

Proprio in questo contesto si inserisce il sapere raccolto da Giuseppe Pitrè. Secondo le testimonianze raccolte nei suoi scritti, nei borghi rurali della Sicilia occidentale — come Bisacquino — l’utilizzo delle erbe era parte di una tradizione terapeutica e rituale. Ad esempio, per curare il mal di testa si preparava un decotto di rosmarino e salvia, raccolti all’alba e benedetti con formule orali in dialetto: “Rosmarinu e salvia, faciti guariri, scacciati ogni malura”.

Ancora più suggestivi erano i cosiddetti “rimedi cantati”: formule recitate durante la preparazione degli unguenti, come quelli a base di olio d’oliva e infusi di finocchio, usati per sanare ferite. Il guaritore ripeteva “cura, cura…” trasformando il gesto curativo in un atto rituale. La medicina popolare non era solo cura del corpo, ma anche protezione spirituale, un’arte trasmessa oralmente dai più anziani e profondamente radicata nel rapporto con il paesaggio.

Così, il cammino verso Monte Triona non è solo un’escursione naturalistica, ma una riscoperta della sapienza antica, dei sentieri tracciati dai contadini e dai guaritori, dei profumi e dei suoni di una terra che continua a raccontare storie di cura, fede e armonia con la natura.