Vecchio Mulino Cammarata
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🎧 TAPPA 5 – IL VECCHIO MULINO CAMMARATA E I RITI AGRICOLI DELLA MEMORIA
Ci troviamo nella parte bassa del paese, nei pressi del primo orto, tra la via Augello, via G. Petrosino e via Camerano. Qui si erge ancora oggi, imponente e silenzioso, il Vecchio Mulino Cammarata. Visibile già dall’inizio di via Camerano, venendo dalla chiesa di Sant’Antonio, il mulino si distingue per il grande muro intervallato da archi in pietra a facce vista, espressione dell’abilità degli artigiani locali.
Questo luogo racconta molto più di quanto appare. È simbolo di un’economia agricola che per secoli ha scandito il ritmo della vita bisacquinese. Intorno al mulino si snodava un mondo fatto di grano, acqua, fatica e preghiera. Non a caso, Giuseppe Pitrè, nel suo corpus di studi dedicati agli usi e costumi popolari siciliani, descrive i riti di propiziazione che accompagnavano la semina e il raccolto: momenti collettivi in cui si invocava la benedizione della terra e dei cieli.
Le formule come “fa crisciri lu graneddu” accompagnavano gesti simbolici, come l’immersione delle mani in acqua benedetta e la dispersione nei campi di erbe aromatiche come salvia e rosmarino, simboli di purificazione.
Non lontano dal mulino, si diceva sorgesse un grande albero, attorno al quale si svolgevano cerimonie legate alla fertilità dei campi. L’albero era considerato un custode naturale, un guardiano dei raccolti, la cui voce si udiva nel fruscio delle foglie.
Questa immagine del paesaggio come elemento “vivo” è una costante nei racconti popolari raccolti da Pitrè e trova eco nel paesaggio di Bisacquino, dove natura e tradizione si fondono indissolubilmente.
Oggi il Mulino Cammarata, pur non più attivo, resta una testimonianza viva di un mondo antico. Osservarlo significa ascoltare le voci del passato, le preghiere dei contadini, il suono ritmico delle macine, i racconti sussurrati al calar della sera. È una tappa che ci parla di lavoro, di sacralità della terra e di una cultura agricola che ha modellato il territorio e l’identità di Bisacquino.