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Bisacquino, borgo da visitare in Sicilia

Bisacquino è un viaggio tra storia, fede e sapori autentici.

Nel cuore della Sicilia più autentica, il centro storico di Bisacquino racconta secoli di storia con l’eleganza delle sue 18 chiese, tra cui spicca la sontuosa Chiesa Madre in stile barocco. Perdersi tra i vicoli tortuosi, i cortili nascosti, gli archi in pietra e le antiche fontane è come immergersi in un tempo sospeso, intriso di suggestioni arabe e tradizioni millenarie.

L’origine del nome “Bisacquino” è avvolta nel mistero: per alcuni deriva dal latino bis-acqua (“molto acquoso”), per altri dall’arabo busekin, ovvero “padre del coltello”.

Bisacquino ha radici antiche e anime migranti.
Abitato fin dalla protostoria, Bisacquino ha visto il passaggio di Sicani, Elimi, Greci, Cartaginesi, Romani e Saraceni, fino alla dominazione normanna. Fu proprio Guglielmo II il Buono a cederlo all’arcivescovo di Monreale nel XII secolo, legandolo alla diocesi per seicento anni.

Con l’Unità d’Italia arrivano i disagi sociali e le prime lotte contadine: da qui partirono ondate di migranti verso le Americhe. Tra loro anche Frank Capra, regista hollywoodiano nato a Bisacquino nel 1897.

Le principali attrazioni tra arte, fede e panorami mozzafiato sono:

Chiesa Madre: un gioiello barocco con stucchi dorati di scuola serpottiana.

Chiesa di San Francesco d’Assisi: con il suo campanile triangolare, rarissimo in Europa.

Santuario della Madonna del Balzo: un capolavoro incastonato sul Monte Triona, a 950 metri di altitudine.

Museo Civico: ospitato nell’ex convento dei Cappuccini, racconta la vita quotidiana del borgo con ricostruzioni fedeli e strumenti d’epoca.

Bottega-museo dell’orologio: dove il tempo ha ancora il sapore artigianale degli Scibetta, storici maestri orologiai.

E poi l’archivio storico, il teatro comunale, l’orto botanico e sentieri antichi che si snodano tra le riserve dei Monti Sicani, tra eremi, castelli e mulini.

Bisacquino si fa ricordare anche per la sua tavola: i savoiardi, le paste nere e la dolcissima pignoccata sono veri tesori gastronomici. Ma la regina indiscussa è la Cipolla Busacchinara: rotonda, rosso-violacea, dolce e unica, celebrata ogni anno con una sagra estiva che ne esalta sapore e tradizione.

Bisacquino è un paese che vive nel ritmo delle sue feste:

Il “Tir di Maju“, la Festa del Crocifisso del 3 maggio, è un evento straordinario che coinvolge l’intero paese con una “vara” barocca alta 6 metri e portata a spalla da 80 devoti.

Il pellegrinaggio alla Madonna del Balzo (15 agosto) è un rito collettivo che unisce fede, arte e devozione.

Le “lamentanze” del Venerdì Santo, il Carnevale Bisacquinese (tra i più antichi della Sicilia), e feste come San Giuseppe o l’Epifania completano un calendario ricco di emozioni.

Dal 2023, ottobre si arricchisce della Fiera Agricola Bisacquinese, un evento che celebra il legame profondo tra terra, cultura e tradizione.