Chiesa di San Francesco d’Assisi
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🎧 TAPPA 9 – CHIESA DI SAN FRANCESCO D’ASSISI
Nel cuore di Bisacquino, affacciata su un’ampia piazza, la Chiesa di San Francesco d’Assisi è un piccolo gioiello seicentesco che racconta secoli di fede e arte popolare.
Costruita intorno al 1550 grazie alla devozione di suor Benedetta Lo Bosco, appartenente al Terzo Ordine di San Francesco, la chiesa conserva ancora oggi l’originale muratura in pietra, che le conferisce un sobrio fascino antico.
Singolare è il campanile dalla rara forma triangolare, sormontato da una cuspide rivestita di maioliche verdi e gialle: un dettaglio decorativo che richiama l’influenza della cultura araba, ancora viva nell’identità del territorio siciliano.
All’interno, l’aula unica custodisce preziose opere lignee. Al centro dell’altare maggiore si trova la statua – risalente con molta probabilità al XVII secolo – di San Francesco d’Assisi.
Il santo indossa un saio bruno con un cordone alla vita con tre nodi, simboli dei voti di povertà, castità e obbedienza.
Presenta le stimmate nelle mani, nei piedi e nel costato. Ai suoi piedi è raffigurato frate Egidio, uno dei primi compagni del Santo, in un toccante richiamo alla fraternità e all’umiltà.
Di fianco, colpisce lo sguardo la figura ieratica di San Francesco di Paola.
Nella cappella destra cattura amorevolmente l’attenzione l’opera lignea della Madonna del Cuore.
La Vergine, con il Bambino in braccio e un cuore d’argento nella mano sinistra, è impreziosita da due corone datate 1814 e poggia su una nube decorata con testine di cherubini. La scultura, risalente alla fine del XVIII secolo e vicina allo stile di Filippo Quattrocchi, fu commissionata dalla confraternita costituita nel 1786 da Bartolomeo Giangrosso.
Nel 1773, la chiesa fu oggetto di abbellimento interno. Tra gli artefici dei lavori figurano lo stuccatore Gabriele Messina e il mastro Giuseppe Ragusa da Corleone (ma abitante a Bisacquino), che curarono decorazioni e pavimentazione.
Questa chiesa riflette lo spirito di San Francesco: povertà, umiltà, semplicità.
L’essenzialità dell’architettura e degli arredi richiama al distacco dai beni materiali, invita alla preghiera silenziosa e alla meditazione.
Varcare la sua soglia è come entrare in un abbraccio di pietra e silenzio, dove la purezza parla al cuore e ogni eco invita alla pace dell’anima.